Sant’Antonio da Padova non si festeggia solo in questa città ma anche ad Arbus, in Sardegna, con una celebrazione antichissima.
Da secoli il 13 giugno si festeggia la festa di Sant’Antonio a Padova ma il Santo è venerato anche in Sardegna, precisamente ad Arbus. Il legame tra i cittadini di Arbus e il culto di Sant’Antonio è molto antico e risale alla fine del 1600 quando, secondo la leggenda, il mare spinse sugli scogli un piccolo simulacro del Santo, grande all’incirca sessanta centimetri.
Gli uomini, interpretando questo come un segnale divino, costruirono subito una cappella dove deporre e venerare il santo. Ma la storia è più intricata di così e ha profondi collegamenti anche con l’evento che avviene ora in città, ogni anno, propria in onore del Santo durante la festa patronale a lui dedicata.
Dopo aver costruito la cappella per Sant’Antonio, si narra che alcune persone portarono la statua ad Arbus e la depositarono nella parrocchia di San Sebastiano per sostituirla con una più nuova da lasciare nella chiesetta di Sant’Antonio di Santadi, ma il giorno dopo l’originale tornò nuovamente al suo posto d’origine.
Questo accadde diverse volte e così si decise di spostare il simulacro esclusivamente per la festa in onore del Santo, durante la processione. Ecco perché proprio per la festa si compie un pellegrinaggio del Santo da Arbus fino a Sant’Antonio di Santadi, ogni anno. Secondo un’altra fonte, invece, lo spostamento della statua del Santo da un paese all’altro è legata al fatto che chi abitava nel borgo di Santadi fu costretto più volte a fuggire alle invasioni barbariche rifugiandosi ad Arbus, per tornare nel luogo d’origine solo per la semina e la raccolta.
Mentre scappavano, queste persone portavano con loro anche la statua del Santo per paura che potesse cadere in mani sbagliate o che venisse danneggiata o profanata. Da quell’accadimento, ogni anno, a giugno, si ripete il pellegrinaggio, lungo circa 40 km, uno tra i più lunghi in Europa, per accompagnare il Santo da Arbus fino alla frazione di Sant’Antonio di Santadi, passando per Guspini.
Alla processione partecipano numerosi fedeli, pellegrini, le Confraternite e i gruppi delle Prioresse, donne uomini e bambini nel tradizionale abito sardo, cavalieri e tracas a buoi e a motore.
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