Modulistica

RIDUZIONE DEL 50% DELL’IMPOSTA IMU PER I FABBRICATI DICHIARATI INAGIBILI O INABITABILI

Ai sensi dell’articolo 10 del regolamento per la disciplina dell’Imposta Municipale Propria  (IMU) adottato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 20 del 08.06.2020, la base imponibile è ridotta del cinquanta per cento per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni. L’inagibilità o l’inabitabilità è accertata dall’ufficio tecnico comunale, previa presentazione di perizia redatta da tecnico abilitato corredata da idonea documentazione, con spese a carico del possessore. In alternativa, il contribuente ha la facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, con allegata idonea perizia redatta da tecnico abilitato.

Ai fini dell’applicazione delle agevolazioni di cui al comma 1 lett. b) dell’articolo 9, l’inagibilità deve consistere in un degrado fisico sopravvenuto  che comporta il mancato rispetto dei requisiti di sicurezza statica (fabbricato diroccato, pericolante, fatiscente) ovvero la sopravvenuta perdita dei requisiti minimi igienico-sanitari, che rendono impossibile o pericoloso l’utilizzo dell’immobile stesso che risulta oggettivamente ed assolutamente inidoneo all’uso cui è destinato, per ragioni di pericolo all’integrità fisica o alla salute delle persone.

Ai fini dell’applicazione delle predette agevolazioni non rileva lo stato di fatiscenza di fabbricati il cui stato di inagibilità e non utilizzabilità possa essere superato con interenti di manutenzione ordinaria o straordinaria di cui all’art. 3, lett. a) e b) del D.P.R. 380/2001 e s.m.i..

Il fabbricato non può ritenersi inagibile ai fini di cui al comma 1 ove ricorrano, a titolo esemplificativo, le seguenti condizioni:

    1. fabbricati il cui mancato utilizzo sia dovuto a lavori di qualsiasi tipo diretti alla conservazione, ammodernamento o miglioramento conseguibili con interventi di manutenzione di cui all’art. 3, lett. a) e b) del D.P.R. 380/2001 e s.m.i..
    2. fabbricati assoggettati a lavori edilizi di cui all’art. 3, lett. c), d) ed f) del D.P.R. 380/2001, durante l’esecuzione dei lavori stessi;
    3. fabbricati inutilizzati o fabbricati a cui manchino gli allacciamenti ad utenze;
    4. fabbricato dichiarato in Catasto come ultimato ma ancora in attesa del certificato di conformità edilizia/agibilità.

Il fabbricato può ritenersi inagibile ove ricorrano, a titolo esemplificativo, condizioni di fatiscenza sopravvenuta quali:

    1. fondazioni con gravi lesioni che possono compromettere la stabilità dell’edificio;
    2. strutture orizzontali (solai e tetto di copertura) con gravi lesioni che possano costituire pericolo a cose o persone, con rischi di crollo;
    3. strutture di collegamento e strutture verticali con gravi lesioni che possano costituire pericolo e possano far presagire danni a cose o persone, con rischi di crollo parziale o totale;
    4. edifici per i quali è stata emessa ordinanza sindacale di demolizione o ripristino atta ad evitare danni a cose o persone;
    5. edifici che per le loro caratteristiche intrinseche ed estrinseche di fatiscenza non siano più compatibili all’uso per il quale erano destinati.

Se il fabbricato è costituito da più unità immobiliari (individuate secondo le vigenti procedure di accatastamento), anche con diversa destinazione d’uso, e l’inagibilità riguarda singole unità immobiliari, la riduzione d’imposta dovrà essere applicata solo a queste ultime e non all’intero edificio.

La riduzione dell’imposta si applica dalla data del rilascio del certificato oppure dalla data di presentazione al Comune della dichiarazione sostitutiva.

Il Comune si riserva comunque la facoltà di verificare la veridicità della dichiarazione presentata dal contribuente, con apposito sopralluogo effettuato da un tecnico comunale incaricato, il quale potrà confermare o negare motivatamente il diritto all’agevolazione.