Arrivano buone notizie per i titolari di Partita IVA. Nel 2025 potranno approfittare di un taglio delle tasse su alcune somme.
I lavoratori autonomi sono figure professionali che progettano, organizzano e realizzato in autonomia la propria attività. Sono soggetti all’apertura della Partita IVA a meno che non svolgono lavoro occasionale.
I lavoratori che aprono la Partita IVA potranno farsi pagare per l’attività svolta e dovranno versare le tasse e i contributi per ottenere la pensione. Anche un dipendente privato può avere la Partita IVA a condizione che rispetti l’accordo di non competizione con il datore di lavoro. Più vincolanti gli obblighi per i dipendenti pubblici. Possono aprire la Partita IVA solo se lavoratori part time o appartenenti a determinate categorie come insegnanti, infermieri, revisori contabili e amministratori di condominio.
Esistono due tipi di Partita IVA con doveri e costi differenti e tanti Codici ATECO tra cui individuare quello relativo alla propria attività. Una volta individuata la Partita Iva da aprire ricordiamo che si sarà obbligati anche a versare i contributi previdenziali obbligatori. Chi è iscritto ad un Albo dovrà scegliere la Cassa previdenziale privata di riferimento altrimenti c’è la Gestione separata INPS o la Gestione artigiani e commercianti INPS dedicata a queste figure. Poi ci sono le tasse da pagare.
I titolari di Partita IVA possono operare scegliendo il regime forfettario con tassazione agevolata e aliquota fissa del 15% oppure del 5% per i primi cinque anni di una nuova attività oppure il regime ordinario. In questo secondo caso i redditi sono tassati in modo progressivo tenendo conto delle aliquote IRPEF che variano dal 23 al 43% a seconda dello scaglione reddituale di appartenenza.
A partire dal 1° gennaio 2025 sono cambiate le regole sui rimborsi spesa. Lo scorso anno quando un professionista anticipata delle spese per conto in un cliente per addebitarle nuovamente dopo allora queste spese rientravano nel reddito imponibile ed erano soggette a tassazione e ritenuta d’acconto. Nell’anno in corso, invece, queste somme saranno escluse dal reddito da lavoro autonomo.
Di conseguenza i rimborsi non verranno tassati né subiranno la ritenuta d’acconto. Significa per il lavoratore autonomo titolare di Partita IVA risparmiare dei soldi. Un’ultima puntualizzazione. Qualora il cliente non procedesse non il rimborso allora la spesa si potrà dedurre solo l’anno successivo. Per ulteriori chiarimenti su questa nuova regola o su cosa fare in caso di insolvenza o prescrizione del credito il consiglio è di rivolgersi al proprio commercialista.
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