Padova, 51enne perde il controllo. Il movente della reazione risiede in un banale errore di un adolescente.
La reazione violenta non è mai giustificabile, ma può risultare comprensibile in proporzione all’offesa ricevuta. Laddove un ladro armato irrompi in una proprietà privata e il residente risponda con la medesima arma, può appellarsi alla legittima difesa. Questo è un concetto molto importante in ambito giudiziario, in quanto è volto a limitare – in un certo senso – l’impulso di farsi giustizia da soli ed intimare i cittadini all’autocontrollo.
Pensiamo, ad esempio, a quanto accaduto a Milano. Il negoziante ha ucciso Eros Di Ronza a colpi di forbice, poiché si era introdotto illegalmente nel locale per rubare dei gratta e vinci. Il ladro ha provato a fuggire, ma Shu Zhou – il 30enne accusato di omicidio dalla Procura – l’ha trattenuto ed ha continuato ad infliggergli profonde ferite, fino a causarne la morte. Per quanto Di Ronza avesse violato la proprietà privata, la risposta della “vittima” è stata evidentemente sproporzionata all’offesa ricevuta.
Non è la prima volta che un cittadino, accecato dall’odio o forse naturalmente aggressivo, non considera di contattare le forze dell’ordine, ma preferisce reagire autonomamente su colui o colei che avrebbero commesso il misfatto a suo danno. Si è verificato un caso proprio sabato 22 febbraio, in provincia di Padova. Un banale errore di un adolescente ha fatto infuriare un 51enne. Quest’ultimo ha iniziato a sparargli a vista.
La vittima è un 18enne di origini rumene, che stava percorrendo una strada presso Ponte San Nicolò – in provincia di Padova – a bordo del suo furgone. Una volta raggiunta una rotatoria, forse per inesperienza o volontà deliberata, ha rifiutato di dare la precedenza ad un 51enne. Quest’ultimo, indispettito dal gesto, ha suonato il clacson al giovane e gli ha chiesto di accostarsi per potergli parlare direttamente. Il18enne ha negato all’uomo la sua presenza ed ha proseguito, fino a raggiungere la tangenziale.
Il 51enne ha quindi accelerato ed ha inseguito il 18enne, sparando a vista al furgone. Il ragazzo è fuggito impaurito ed è riuscito a raggiungere la destinazione prevista, dove ha raccontato tutto al suo datore di lavoro. I due si sono successivamente rivolti ai carabinieri, i quali sono risaliti facilmente all’identità del 51enne.
Il furgone riportava diversi fori di arma da fuoco, prova di quanto accaduto durante la corsa disperata. L’uomo possedeva un regolare porto d’armi. È stato denunciato per minaccia aggravata, violenza privata ed esplosioni pericolose.
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