Rientrare nelle cosiddette zone rosse implica una serie di condizioni da rispettare: cosa succederà ora a Padova?
Si parla di zone rosse dalla fine del 2024, in relazione alle precauzioni adottate dal Ministro Piantedosi per prevenire comportamenti illeciti in occasione del Capodanno. Ciò implica il divieto di stazionamento a coloro che dovessero assumere “atteggiamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti”. La pena conseguente alla segnalazione si traduce nel daspo in caso di precedenti per droga e/o reati contro la persona, furto, rapina, danneggiamento, detenzione e porto abusivo di armi.
Laddove tali soggetti non dovessero rispettare il daspo, possono incorrere ad una multa di 200 euro e tre mesi di detenzione. Le zone rosse generalmente disegnano i confini delle aree più frequentate e caratterizzate da una frenetica movida, luoghi dove è più facile che si degeneri in episodi di microcriminalità, consumo di stupefacenti, vandalismo e violenza. Nel caso di Milano, ad esempio, vennero intensificati i controlli in prossimità del Duomo, ma anche presso la Darsena, i Navigli, Porta Garibaldi e Rogoredo.
Le indicazioni di Piantedosi hanno provocato il consumarsi di un’accesa polemica, relativa soprattutto al rischio di violazione del “principio di presunzione di non colpevolezza” e anche del puro “buon senso”, in quanto il provvedimento mina “la libertà del cittadino”. Nonostante i dubbi avanzati dai legali milanesi, le zone rosse si sono estese a Bologna, Napoli ed ora appunto a Padova.
“In esecuzione del provvedimento adottato dal Prefetto di Forlenza, in vigore dallo scorso 6 febbraio, al fine di innalzare il livello di sicurezza e garantire la piena fruibilità della Stazione di Padova e delle zone limitrofe” – con queste parole la Prefettura ha aggiornato i cittadini circa i risultati dei maggiori controlli delle forze dell’ordine. Così come è accaduto nella provincia milanese alla fine del 2024, anche a Padova molti cittadini hanno protestato.
Hanno sostenuto quindi il pensiero, già espresso in più di un’occasione, degli avvocati riguardo “la libertà del cittadino”. A meno di un mese dall’attuazione dell’ordinanza, le forze dell’ordine – parliamo di oltre 600 agenti operativi presso la Stazione di Padova – hanno registrato 28 allontanamenti per violazione dell’ordinanza, 5 per reati contro la persona, 8 per reati contro il patrimonio ed infine 6 per “altre fattispecie di reato”.
La Polizia di Stato, in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, ha provveduto ad esaminare il presunto comportamento illecito di ben 5229 persone. Un numero che ha allarmato i residenti.
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